Prende il via per il quattordicesimo anno consecutivo la Gran Fondo Gastone Nencini
,
valevole come prova del brevetto Toscano e Giro d’Italia UISP , la prova
si svolge articola in tre percorsi ,di km 160 - 100 - 66 il percorso corto che da
questa edizione sarà modificato La partenza è sempre unica per
dividersi , a Calenzano infatti dopo5 Km il percorso breve si dirigerà
verso Barberino al 15° Km affronteremo la salita delle croci di Calenzano
super scalata dai ciclisti della zona infatti con i suoi 4 km con punte massime
al 14 % sarà un ottimo test per i meno preparati consigliamo un 39X21-24
, scollinando si prosegue per Barberino , in un nuovo scenario con grandi modifiche
operate dall’uomo in località la cavallina da dove si domina su
Barberino ,e si fa ritorno a Campi scalando un piccolo tratto di salita il Cornocchio
come per gli altri due percorsi , che abbiamo lasciati a Calenzano infatti il
medio ed il lungo attraverseranno la città di Prato , cittadina in affanno
per la forte crisi della sue industrie tessili , appena fuori Città esattamente
a S.Lucia dopo circa 18-20 km la strada inizia una lieve ma costante salita
39x15/16 52x18/19, inoltrandoci nella valle del bizzarro fiume Bisenzio
Con le sue piene improvvise ogni tanto mette paura e ci ricorda i problemi geologici
mai risolti, con costruzioni sulla riva del fiume infatti ai piedi delle Montagne
della Calvana da cui nasce il fiume e per tutto il corso fino a Prato ci sono
svariate tintorie , che in passato sono state una delle causa dell’inquinamento
del Bisenzio con conseguente moria di pesci ,in questi ultimi anni per fortuna
con qualche accorgimento per la costruzione di depuratori e purtroppo la chiusura
per mancanza di lavoro l’acqua è ritornata abbastanza pulita con
il ritorno di alcune specie di pesci come trote ai cavedani e barbi ,per la
gioia degli appassionati della pesca. Dunque la strada continua a salire con
strappi continui con pendenze abbastanza facili fino al Km 35 a Vernio dove
inizia la 1^ difficoltà la Sassetta dove con i suoi 10% 11% si fa sentire
nelle gambe consigliato un 39x21/23, per poi addolcirsi fino Montepiano( per
i più preparati sarà sufficiente un 39X-18/16) paesotto di montagna
situato in un luogo abbastanza umido località turistica silenziosa e
tranquilla , al confine tra la Toscana e L’Emilia dove ogni domenica numerosissimi
gruppi di ciclisti si cimentano in questa salita per il suo manto stradale ben
curato e per la mancanza di traffico , appena transitati dal centro di Montepiano.
Proseguiamo a diritto in una strada che scende leggermente per poi salire
zig-zagando tra un bellissimo verde che ci consente di entrare in Emilia-Romagna;
arrivati alla termale Castiglion dei Pepoli svoltiamo a destra e troviamo una
discesa abbastanza breve e poi di nuovo a salire fino a Baragazza e giù di
nuovo in discesa fino a Roncobilaccio (320 mt s.l.m.), bellissimo centro abitato
che da inizio alla scalata del Passo della Futa lunga circa 11 Km e con pendenze
intorno al 10 - 12%. Prepariamo quindi un rapporto 39x21-23. Attraverseremo
quindi l'abitato di San Giacomo e su verso il passo a 923 mt. di altitudine dove
potremo abbassare i rapporti al 68°Km, infatti il passo è al 70° Km, dove
troveremo la deviazione della medio fondo dalla gran fondo. Chi sceglierà di
fare il percorso medio affronta la discesa della Futa dal lato di Barberino di
Mugello, una discesa dal fondo stradale perfetto ma molto insidiosa e ripida con
tornanti sulla parte alta e dirittoni prima di raggiungere Santa Lucia, punto di
ricongiungimento con il percorso della gran fondo che in vetta alla Futa invece
svoltava a sinistra e scendeva per 12 Km in una strada abbastanza larga e ben tenuta ,
ma con punte che sfiorano il 13- 14% da discesista consiglio prudenza come sempre
, ci troviamo sul filo del confine tra Emilia e Toscana un paesaggio incantevole
immerso nel verde dove sgorgano numerose fontane in discesa che possono servire
per un dolce rinfresco , ma quasi nessuno si ferma
Il paese che ci accingiamo a raggiungere scendendo giù sempre con prudenza
dalla Cornacchiaia
si tratta di Firenzuola famoso per le sue cave di pietra serena , paese medioevale
pulito e silenzioso situato ai piedi di tre Montagne ma la sua maggior ricchezza
e ancora l’agricoltura e l’allevamento del bestiame , appena il
tempo di ammirare il piccolo borgo si risale per domare la terza asperità
della giornata il Passo del Giogo altri 11 km di salita abbastanza facili per
i primi km infatti basterà pedalare con un 39x18-23infatti dopo circa
4 Km abbiamo un recupero in discesa di 1 km , ma gli altri 6 km ritornano abbastanza
impegnati in media non si riesce a scendere sotto il 39x21-24 anche perché
dobbiamo dosare bene le nostre forze il percorso è ancora lungo, nel
scalare il Giogo non possiamo fare ameno di osservare i pascoli con Mucche come
se per incanto ci si trovasse sulle dolomiti ,anche la tipologia della strada
gli somiglia un poco , attenzione però perché la strada è
transitata da motociclisti domenicali infatti si presta per scorribande con
i centauri a due rute che spezzano col loro rombo prepotente la quiete della
zona , per gli amanti della buona cucina un consiglio tappa obbligata in vetta
al passo i tortelli di patate fatti ancora con la spoglia fatta a mano al ragù
di anitra e cinghiale e cacciagione , ma anche di Castagne di un buon vino ,
dopo alcune evasioni di gola ,ci aspetta un’altra discesa Ancora difficile
a causa dei continui tornanti la velocità deve essere prudente , come
sempre , ancora 11 km e ci troviamo a Scarperia Città dei Coltelli e
tortelli di patate ed il suo famoso Bardiccio di sangue succulenta specialità
fatto con la parte rossa del Maiale , ma la zone si accomuna spesso anche per
il cinghiale ma anche per cacciagione culture biologiche oltre alla produzione
del latte e della Carne Chinina prodotto dalla comunità montana del Forteto
luogo di recupero ragazzi con svariati problemi ma anche rivalorizzazione di
luoghi abbandonati , ma anche del maestoso circuito del Mugello cittadina con
tradizioni fortemente agricole, comunque non attraversiamo la cittadina rimanendo nella periferia ed infatti
la nostra direzione ci porterà con continui saliscendi tipici toscano
che contribuiranno a mettere a dura prova le gambe , nel paese natale di Gastone
Nencini Galliano dove ancora oggi abitano alcuni parenti , da dove si risale
per la quarta salita della giornata il passo Panna circa 700m slm località
dove e situata lo stabilimento della omonima acqua , la salita è impegnativa
, con pochissimi tornanti quasi interamente al sole , con pendenze intorno al’11%
per solo 7 km ma si faranno sentire anche perché a questo punto i Chilometri
percorsi cominciano ad essere abbastanza, ma il paesaggio rimane delizioso alla fine della scalata ci ritroviamo al bivio
di Santa Lucia ed iniziare la discesa su Montecarelli , per cominciare il ritorno
nello stesso della medio fondo che abbiamo lasciato al bivio quasi all’inizio
della salita della futa a Montecarelli svoltava a destra per affrontare lo strappo
delle Maschere al 14% solamente per circa 1 km superato questo ennesimo strappo,
ci troviamo davanti ad uno scenario veramente imponente il grande invaso del
Bacino di Bilancino grandissima opera muraria dell’uomo che da una parte
ha sconvolto il paesaggio geografico della zona teatro di infinite discussioni
per la scelta del luogo e della funzionalità dell’invaso infatti
il bacino serve per l’approvvigionamento idrico di Firenze e zone limitrofe
, e per scolmatore in caso di piene della Sieve ed affluenti che contribuiscono
al riempimento dell’invaso , ricordiamo con nostalgia la Bancarella di
un venditore ambulante che friggeva dei succulenti bomboloni proprio dove adesso
sono stati costruiti dei piloni alti quasi 70 metri , e come scordare la botteghina
delle merende domenicali con il prosciutto Bardiccio ecct. Adesso sui lati del
lago stanno iniziando costruire alcune stazioni balneare mentre sulla nostra
destra si rivede Barberino , gli giriamo intorno senza mai attraversarlo . ed
intanto la strada ricomincia a salire ma a abbiamo già percorso 134 km
per il lungo e 74 per il percorso medio e ci aspetta l’ultima salita per
arrivare al passo delle croci di Calenzano con i suoi 430 mt slm l’unico
tratto leggermente impegnativo il Cornocchio con il suo strappo di circa 900m
al 14% metterà a dura prova la nostra resistenza fisica , gli ultimi
km dopo il passo sono tutti a favore in discesa di fatto mancano 19 km all’arrivo
,traversando Calenzano cittadina importante per le sue industri soprattutto
lo stampaggio di Materie Plastiche ed officine meccaniche , ma anche un grosso
Cementificio oltre i suoi centri commerciali la cittadina prese il nome in antichità
per la sua distanza circa 8 Km da Firenze , forte la richiesta del suo olio
considerato uno di Migliori in assoluto , oltre all’olio il formaggio
pecorino grazie a gruppi di famiglie venuti dalla Sardegna si sono stabiliti
sulla Montagna della Calvana , dunque oramai siamo vicinissimi all’arrivo
infatti mancano solamente 10 km , tutti in pendenza favorevole , il rientro
a Campi Bisenzio transitando per la nuovissima circonvallazione che porterà
in via Buozzi dove finirà la fatica proprio in piazza Dante potremmo
gustare un delizioso pasta party ricco come sempre , con questo concludo il
racconto di un percorso ciclistico ricco di ricordi del passato ma anche di
culture e costumi radicati dal passato , in una terra che ci ha offerto grandi
Campioni Bartali. Nencini Poggiali lo stesso Martini ex Tecnico della Nazionale
che vive proprio a Sesto Fiorentino presente alle ultime partenze della Nencini
, ma anche sul percorso per seguire il nipote.
